Visual Storytelling. Se una fotografia racconta una storia…

Visual Storytelling. Se una fotografia racconta una storia…
July 2, 2015 cast4

Le storie non vivono solo nei libri e nei film, fanno parte della nostra quotidianità anche se spesso non le vediamo. Eppure sono lì, esistono sul volto delle persone che ci circondano, popolano le strade delle nostre città, si nascondono nei dettagli trascurati aspettando di rivelarsi.

Scoprirle attorno a noi è illuminante. Improvvisamente diventiamo protagonisti di una nuova esperienza che ci fa sentire parte delle vicende di una comunità, ci trascina nelle emozioni dei personaggi, permettendoci di cogliere le motivazioni profonde delle loro scelte. Si attiva un dialogo fertile tra la storia e le nostre vite, uno straordinario “device” di socialità: chiunque si confronti con una storia ne porterà con sé il valore e non potrà che raccontarla ad altri.

Il meccanismo di passaparola funziona particolarmente bene con le storie vere, quelle che si basano su avvenimenti verificati, che nascono da esperienze realmente vissute e che sono raccontate con il fascino delle migliori fictionIl divertimento, l’evasione e la leggerezza sono assicurati mentre vengono attivati curiosità e stimoli. Una storia vera ha il potere di cambiarci perché l’esempio è il miglior strumento di apprendimento ed evoluzione. I protagonisti sembrano dirci: “Si può fare”, “Non sei l’unico a sbagliare”, “Non sei solo”, “Dietro quel prodotto ci sono anche le tue tradizioni”, “Ci guidano gli stessi valori”, “ È il modo con cui si fanno le cose a fare la differenza”. Tutti incitamenti che attivano comportamenti e conversazioni in grado di influenzare il pubblico che vogliamo raggiungere.

Esistono molte modalità attraverso le quali apprezzare una storia (libri, film, reading, podcast, mostre interattive, piattaforme digitali, applicazioni mobile o per tablet, ecc.) ma la più immediata e potente, per la sua universalità, è la fotografia. Ricordiamo l’80% di quello che vediamo, il 20% di quello che leggiamo e solo il 10% di quello che ascoltiamo. Quando una fotografia nasce da una storia e riesce a svelarne i particolari distintivi, insieme al sapore del mondo di riferimento, la comunicazione viaggia molto veloce. È visual storytelling!

È il caso del progetto fotografico “Exposed 184” di Marina Spironetti, presentato alla Fabbrica del Vapore di Milano. L’artista, con l’intento di riscoprire Milano, città da cui si è separata in tenera età e che conosce in modo indiretto, coinvolge diversi professionisti del mondo della creatività che hanno trovato nella città il proprio luogo di espressione. Centottantaquattro ritratti che racchiudono concretamente le loro storie, simbolicamente espresse in una parola che diventa dettaglio prezioso dell’immagine. Marina riesce così a riattivare un dialogo con la città, a scoprirne l’identità nascosta e le innumerevoli opportunità offerte per chi cerca di realizzare i propri sogni. Un’operazione apprezzata dal pubblico ma che riesce anche a restituire all’artista una nuova consapevolezza di sé e della sua storia personale.

Credere nella potenza delle buone storie, nella loro capacità di trasmettere un messaggio, di intrattenere, di trasformare la realtà e le persone è il fulcro della passione che anima il nostro lavoro.

Lo storytelling nelle sue diverse declinazioni rappresenta per il pubblico, le aziende e gli editori che vogliono raccontarsi una caratteristica e agevole porta di ingresso alle moderne esigenze di comunicazione.

Exposed 184