Nei panni dell’altro

Nei panni dell’altro
June 1, 2016 cast4

Chi è l’altro? Alzi la mano chi pensa di avere la risposta. Eppure è qualcuno che dovremmo conoscere bene, fin dall’infanzia ci dicono di dover capire le sue necessità, le sue esigenze, di condividerne le lacrime o le gioie. Ce lo hanno imposto con romanzi di formazione, libri di catechismo, rotocalchi da strapazzo. Ma chi è che vivrà meglio? Io o l’altro? Non c’è forse il rischio che, cercando di assolvere alle loro necessità, ci si accontenti di vivere una sorta di copia carbone della vita vera?

Quasi tutto oggi si specchia nelle dinamiche dell’altro, da profondi temi d’attualità al passante scorbutico che incrociamo in metropolitana, comprendendo pure parenti serpenti, relazioni logoranti e così via all’infinito.

Mettersi nei panni altrui è una sfida sempre diversa, che ci pone di fronte ad aspettative che non sono legate soltanto a noi stessi, ma che spesso includono tanti “altri”. Un po’ come succede nella storia delle aziende: capire le esigenze dell’altro rappresenta uno dei modi più importanti per valorizzare le capacità e le attitudini di chi lavora al suo interno. Lo fa il manager, che aiuta gli altri a tendere verso un obiettivo, comprendendo quali motivazioni servano per raggiungerlo.

Lo fa l’imprenditore: se non entrasse in empatia con chi lavora per lui, non potrebbe guidarli.

Ma per un’azienda l’altro è soprattutto il mercato. Influenzare il pubblico (quello potenziale o quello già esistente) in modalità mai uguali a se stesse è complesso: non vogliamo sottovalutare le dodici fatiche di Ercole, ma il grado di difficoltà è più o meno quello. Creare un scambio, attivare conversazioni, individuare contenuti che generano entusiasmo e fiducia: sono queste le sfide continue per chi cerca il riconoscimento. Come posso allargare la mia audience? Come posso intercettarne le necessità? Come posso conquistarmi il suo favore? Una delle soluzioni potrebbe essere quella di raccontarsi sotto punti di vista diversi, senza limitarsi a esaltare solo il proprio prodotto, ma arricchendo di significato il sistema di valori nel quale lo stesso ha origine e si sviluppa.

Un racconto può diventare un ponte che ci proietta verso il misterioso mondo dell’altro, avvicinandoci alle sue emozioni. È il potere che hanno le storie, creando infinite possibilità di incontro e di relazione, aiutandoci a cambiare prospettiva ci uniscono per sempre all’altro. La sfida non è così impossibile.