Natale con i tuoi… dove vuoi

Natale con i tuoi… dove vuoi
June 2, 2016 cast4

Milano, viale Zara. Mentre si sistema il trucco, seduta sul sedile della sua utilitaria a motore elettrico, Sofia guarda distrattamente fuori dal finestrino. Non si è ancora abituata a queste automobili che chiama “pilotesse automatiche”: basta sedersi, impostare la direzione sul monitor di fronte al sedile del guidatore e loro ti portano dove vuoi, verso l’infinito e oltre – come si diceva nei cartoni animati quarant’anni fa…

Di solito la spesa la fa da casa, ordinando tutto da uno monitor che tiene in cucina, accanto al libro di ricette ereditato da sua madre. Seleziona i prodotti elencati nel programma illustrato sullo schermo, pigia un tasto verde e tutto arriva in pochi minuti. Questo le risparmia lunghe file e ansia da parcheggio, ma per il pranzo di Natale no, vuole andare personalmente al mercato. Lo fa ogni anno, è una sorta di portafortuna per la sua famiglia, qualcosa cui non riesce proprio a rinunciare. Mentre passa tra le bancarelle, si ferma a guardare – sotto ogni prodotto – il mini-schermo che indica l’origine, la tracciabilità e la data di scadenza dei prodotti , ché non si sa mai. Insieme agli aiuti non mancano le voci dei venditori ambulanti, che a pieni polmoni invitano all’acquisto di pomodori, fagiolini, mele, zucchine… Ecco, quelle che comprerà per i suoi tanto acclamati tagliolini con i gamberi!

A casa l’aspetta suo marito Antonio, che a quasi sessant’anni si rifiuta persino di attivare il pulsante dell’elettrodomestico che in autonomia prepara i pasti. La tecnologia avanza, la pigrizia resta immutata! E poi c’è Laura, la piccola di casa, che ancora non se la sente di spiccare il volo nonostante abbia trent’anni e nessuna voglia di ascoltare gli altri. Diversamente ha fatto suo fratello Vittorio, un ragazzo ambizioso, proprietario di un vitigno nel Kent, che da qualche decennio   è diventata la nuova culla dello champagne. Nessuno lo schioda più da viti, bollicine… nemmeno il Natale.

Eppure Vittorio ci sarà. Ha convinto suo padre ad attivare in sala da pranzo Hologram, un dispositivo che annulla le distanze… proiettando l’ologramma delle persone lontane. «Speriamo che non finisca come nei congressi Jedi di Guerre stellari!», brontola papà Antonio. «Anche stavolta mi sono fatto fregare dalla nostalgia… Non avrebbe fatto prima a imbarcarsi su un aereo veloce?»

Il ragazzo riceverà dalla mamma il pranzo ormai invariato da tanti anni: tagliolini, arrosto e torta alla frutta grazie a Sendit, il robot che permette di spedire oggetti in tutti i luoghi del mondo. In sole due ore le pietanze arrivano nel Kent: solo così Sofia sarà certa che Vittorio potrà condividere anche il menu.

Arriva il grande giorno. Tutto è quasi pronto: la tavola viene apparecchiata, rigorosamente per quattro. Vittorio aspetta l’ok dei genitori per potersi sintonizzare: davanti a sé ha già i piatti, da cui si sprigiona un profumo… Sofia è in trepidante attesa, ricorda quando vent’anni prima aveva sentito un vecchietto lamentarsi sul tram: «Tutti attaccati a questi cellulari… la tecnologia allontana e ci fa diventare tutti insensibili». E quanto tempo è passato da allora, quanti progressi hanno trasformato il mondo… Eppure, davanti all’ologramma di Vittorio, Sofia pensa che tutto questo non ha intaccato la sua capacità di provare sentimenti. Il vecchietto sul tram non aveva fatto i conti con l’imprescindibile esigenza degli umani a nutrirsi di emozioni.