Coordinate d’Oriente

Coordinate d’Oriente
January 27, 2016 cast4

Una fotografia, una lezione, un lampo della memoria: momenti di vita diversi, che affiorano nell’esistenza di tutti noi. Agiscono in maniera semplice, quasi ordinaria, eppure possono generare cambiamenti, sviluppare trame inaspettate, sconvolgerci. Ce ne convince un romanzo, Coordinate d’Oriente, di Alessandro Perissinotto: ci siamo accostati, sentendolo molto vicino, al bisogno di «raccontare» e di «essere raccontati» da parte del personaggio principale, alla ricerca di una storia che possiamo trovare in Giappone o in Madagascar, ma anche nella nostra testa. Alessandro Perissinotto ci accompagna in questa esplorazione attraverso tre percorsi che motivano la necessità di «narrare»: la scoperta, il presente, il mondo. Elementi che ridefiniscono un’esigenza primaria dell’uomo: raccontare per vivere. Ognuno ha una storia da raccontare, ogni storia può essere raccontata: anche quella che racchiude il valore e l’identità di un’azienda. Orientati verso questa suggestione, la scoperta rivela la sorpresa e la fiducia di fronte alla forza di un’idea, il presente la immortala in un momento narrativo che ne fortifica la solidità, e il mondo la proietta in altri universi, trasformandola in qualcosa di indimenticabile, e di unico.

SCOPERTA

«L’arrivo in una città sconosciuta è sempre una sorta di imprinting. Le esperienze successive potranno correggere la sensazione iniziale fino a ribaltarla, ma dentro di te, nel profondo, quella città rimarrà congelata nella prima fotografia che i tuoi occhi le hanno scattato. Mi fermo un istante, la folla continua il suo moto: la gente cammina, ride, si asciuga la pioggia dagli occhiali, passa davanti alle bancarelle  e compra qualcosa da mangiare, mangia. I muri continuano a parlare. La sensazione che non riuscirò più a cancellare, quella di essere dentro a un film

 PRESENTE

Schermata 2016-01-27 alle 12.47.22

«Quella del paesaggio del treno è una delle metafore che i miei studenti amano di più, per la sua semplicità. La loro generazione tenta una selezione all’ingresso, quasi che la loro testa fosse una discoteca molto frequentata. Prima di scegliere se memorizzare o meno un concetto, una tecnica o un testo vogliono capire a che cosa potrà loro servire.  «A cosa serve il raccontare, prof.?» Il racconto serve a fissare il presente, perché, allo stato puro, il presente è inafferrabile; solo una volta fissato in un racconto, il presente può essere studiato, perché il racconto è memoria e la memoria è racconto. Alla fine paiono convinti.»

MONDO

Schermata 2016-01-27 alle 12.56.32

«Tutto ciò che chiamiamo “mondo” è in realtà il racconto di un mondo. E di questo racconto, l’essere umano è al contempo personaggio e narratore. Ognuno di noi ha bisogno di raccontare e di essere raccontato